Techniques d'écriture créative: plantons les graines du récit!

Techniques d'écriture créative

Come utilizzare gli indizi nascosti per rendere la tua storia irresistibile

Se stai cercando un modo per creare trame avvincenti, capaci di stimolare il pubblico a scoprire i significati reconditi del tuo romanzo, allora i semi narrativi potrebbero essere proprio quello che fa al caso tuo. Scovarli è una delle soddisfazioni più grandi per chi legge… e uno dei divertimenti più intriganti per chi scrive!

Di cosa si tratta? Sono indizi o informazioni celati all’interno di un libro: una volta germogliati, possono aiutare i lettori a capire meglio la trama, il passato dei personaggi, i messaggi o il significato complessivo della storia.

Si potrebbero paragonare alle briciole lasciate da Hansel e Gretel per trovare la strada di casa: se si ha la pazienza di seguirle tutte, prima o poi si arriverà a destinazione. Certo, un singolo pezzettino di pane non indica la via, ma collegandoli tutti l’uno con l’altro si raggiunge la meta!

Hanno molti nomi diversi (briciole, indizi, messaggi nascosti…), ma la definizione “semi narrativi” è quella che mi piace di più. L’ho letta all’interno di Manuale di scrittura: nozioni di base e sordidi trucchi del mestiere di Raoul Melotto e Gianluca Morozzi, un agile trattato scritto in modo vivace e accattivante. Una lettura piacevole, che consiglio a tutti!

E ora, vediamo subito un esempio concreto per imparare a usarli.

Esempio 1: la cicatrice di Harry Potter

La saga creata da J.K. Rowling fa largo uso di queste tecniche di scrittura creativa. Tutti gli appassionati sanno che l’autrice ha la capacità, quasi miracolosa, di non lasciare niente al caso: un dettaglio apparentemente senza valore nel primo libro può rivelarsi cruciale nell’ultimo.

Un esempio classico di seme narrativo è la cicatrice a forma di saetta sulla fronte di Harry, elemento presente fin dalle prime pagine del volume che apre la saga. Non è un semplice dettaglio estetico per caratterizzare il personaggio, ha anche un importante significato per la trama dell’intera serie.

La cicatrice, infatti, è il risultato dell’attacco di Lord Voldemort a Harry neonato, un evento drammatico che ha causato la morte dei genitori del protagonista. La saetta è una prova fisica dell’aggressione e rappresenta il legame che esiste tra Harry e Voldemort.

Nel corso della serie, questo particolare diventa sempre più importante per lo svolgersi della trama. Harry, Par exemple, inizia a sentire dei dolori alla cicatrice quando Voldemort è vicino, e questo gli permette di scoprire in anticipo l’arrivo del nemico.

Esempio 2: Il dio degli incubi

Dopo aver analizzato una saga famosa in tutto il mondo, passiamo a un libro un po’ meno conosciuto: Il dio degli incubi di Paula Fox, un romanzo di formazione ambientato nella magica cornice della Louisiana.

Siamo nel 1941. La giovane Helen lascia lo stato di New York per cercare a New Orleans la zia Lulu, un’attrice in declino dai fiammeggianti capelli rossi, irascibile e amante dell’alcol.

La ragazza decide di rimanere un po’ in città, affascinata dal Sud degli States, con tutte le sue poeticità ma anche le sue discriminazioni (come le fontanelle differenziate per neri e bianchi). Qui conoscerà molte persone interessanti, ciascuna con la propria storia da raccontare.

Gli eventi accaduti in questo periodo avranno ripercussioni su tutta la vita della protagonistaanche in modi inaspettati, come si apprende nel finale.

Ognuno dei personaggi ha i propri incubi, nonostante il rapporto sereno che li lega. Helen scoprirà il suo nell’ultimo capitolo, in una scena che non dovrebbe risultare poi così inaspettata: rileggendolo a posteriori, ci si rende conto che per tutto il libro Paula Fox ci ha fornito degli indizi per farci capire dove volesse arrivare. Una sorta di “giallo dell’anima”, per così dire. Non a caso, i semi narrativi richiamano le tecniche di scrittura creativa usate nei gialli.

Non ti rivelo altro per non fare spoiler! Se vuoi leggere un libro che utilizza le bricioline di Hansel e Gretel a regola d’arte, non posso fare a meno di consigliarti questo bellissimo romanzo.

Come piantare i semi narrativi nel tuo libro?

A questo punto, forse ti starai chiedendo come utilizzare i semi narrativi nella tua scrittura. Ebbene, è giunta l’ora di diventare giardinieri della letteratura! Armiamoci di guanti, paletta e annaffiatoio e piantiamo i nostri semini.

Sei consigli per usare al meglio gli indizi nascosti

1. Per prima cosa, occorre scegliere quali informazioni vuoi celare all’interno della tua storia.

Si tratta di un segreto del passato di un personaggio? Di un evento che accadrà in futuro? Di un simbolismo legato al significato metafisico dell’opera? Di un episodio che sembra essersi svolto in un modo, ma in realtà è avvenuto in tutt’altra maniera? Una volta che hai individuato queste informazioni, pensa a come inserirle all’interno del testo.

2. Pianta i semi narrativi all’interno di dialoghi, azioni, oggetti o descrizioni apparentemente insignificanti.

Prenons un exemple concret: immaginiamo che nel tuo libro ci sia una ragazza che ama vestirsi in stile gotico. Porta lunghi abiti neri, cappelli con la veletta e guanti di pizzo. Non si separa mai da questi ultimi, nemmeno quando dorme o va in piscina. Potrebbe essere una caratteristica legata all’eccentricità del personaggio, ma potrebbe anche essere un ottimo seme narrativo. Cosa nascondono quei guanti? Il simbolo di una setta? Una cicatrice legata a maltrattamenti? Un sigillo alieno? Le possibilità sono infinite!

3. I semi narrativi si possono piantare in qualsiasi momento della scrittura di un romanzo, anche durante la prima bozza. Tuttavia, potrebbe essere più facile inserirli dopo aver completato la prima stesura, perché a quel punto si avrà una visione più chiara della trama.

Una volta che si ha una bozza completa, si può tornare indietro e analizzare i personaggi, le ambientazioni e le situazioni che si sono create, per pensare a come i semi narrativi potrebbero essere introdotti per migliorare la costruzione generale del romanzo.

4. È importante che ci sia coerenza tra i semi narrativi e la trama principale. Non bisogna usarli come un artificio per creare un colpo di scena forzato o per coprire delle lacune nella narrazione, ma devono essere integrati organicamente nella storia e arricchirla in modo significativo.

5. Attenzione a non esagerare con questi elementi: utilizzarli troppo spesso o in modo troppo evidente può rendere la tua storia artificiosa e confusionaria. Devi trovare il giusto equilibrio tra il loro uso e la trama principale.

6. Devono essere ben bilanciati: né troppo prevedibili né troppo criptici. Se sono scontati, possono diventare banali e prevedibili, perdendo così il loro potenziale impatto sulla trama e sui personaggi. Al contrario, se sono troppo enigmatici, possono essere frustranti per i lettori che non riescono a capirne il significato.

Come assicurarsi di utilizzare al meglio queste tecniche di scrittura creativa?

I semi narrativi fanno parte del terreno più profondo della trama, quello che farà sbocciare i messaggi e i significati reconditi del testo. Doverli aggiungere, omettere o cambiare in fase di editing potrebbe significare riscrivere intere parti di testo, in una fase in cui la bozza, ormai, è in uno stadio avanzato.

Il mio consiglio è sottoporre il romanzo a una valutazione, in modo da avere un parere professionale sul modo in cui sono stati inseriti questi fondamentali elementi della narrazione. Se vuoi saperne di più, ti consiglio l’articolo Évaluation du manuscrit: ça aide vraiment? (divulgacher: !).

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