Come scrivere un libro autobiografico: guida per professionisti/e

«Voglio scrivere la mia storia aziendale! Da dove posso iniziare?» Se te lo stai chiedendo, qui troverai tutto ciò che ti serve

Dare vita a un’autobiografia lavorativa richiede un grande lavoro interiore, ma anche un’ottima organizzazione per pianificare il tuo manoscritto, in modo da iniziarlo con entusiasmo e portarlo a termine con altrettanto slancio.

Inauguriamo il nostro percorso in maniera pratica, come piace a me: ti indico subito una prima check list da tenere a mente per capire come scrivere un libro autobiografico. Ecco gli elementi che ti servono per cominciare:

  • scoprire il lettore o la lettrice ideale della tua autobiografia aziendale
  • far emergere il tema portante
  • preparare la raccolta delle fonti
  • redigere una scaletta che organizzi i contenuti nel migliore dei modi.

Di seguito chiariremo ogni punto di questa check list. Troverai, inoltre, diversi esercizi pratici per cominciare a impostare il tuo racconto di vita, che si intreccerà alla storia della tua attività lavorativa.

Come scrivere un libro autobiografico: il target

Conoscere il tuo pubblico ti aiuta a modellare il tono di voce, lo stile e i contenuti del tuo libro, così da renderlo coinvolgente per chi lo legge.

Per individuare il target, prova a riflettere sugli argomenti principali della tua autobiografia: quali esperienze, sfide e messaggi desideri condividere? Vuoi dialogare con un pubblico generico o con qualcuno che conosce il lessico specifico di una determinata materia? Chi potrebbe trarre ispirazione dalla tua storia?

Chiediti a quale fascia d’età e genere appartiene il tuo lettore o la tua lettrice ideale, quali passioni lo/la animano, quale potrebbe essere il suo grado d’istruzione. Forse può sembrare complesso, perciò ti propongo delle domande preliminari a cui rispondere per raggiungere il tuo scopo.

Che tipo di storia vuoi scrivere?

Il manoscritto non è ancora iniziato, ma occorre già farsi alcune domande sull’impronta che vorrai dargli. Armati di file Word e prova a completare i seguenti punti.

  • Tematiche da affrontare: quali saranno gli argomenti e i messaggi predominanti?
  • Ambientazione: dove e quando si svolge la tua storia?
  • Lunghezza e complessità: sarà un agile volumetto adatto a tutti o un corposo volumone rivolto a un pubblico di specialisti? O una via di mezzo?
  • Stile: alla luce dei punti elencati sopra, comincia a pensare al tono di voce da assumere: formale, colloquiale, tecnico, poetico…

Quali sono le caratteristiche del tuo potenziale pubblico?

Una volta identificati gli elementi distintivi del testo, guardati intorno: parla con le persone che potrebbero essere interessate al tuo libro, analizza forum, gruppi online, social media, siti di social news, piattaforme di domande/risposte che coinvolgano gli utenti appassionati degli argomenti che tratti tu. Quando avrai un’idea più specifica del potenziale pubblico, rispondi alle domande qui di seguito.

  • Dati demografici: fascia d’età, genere, livello di istruzione, professione.
  • Interessi e hobby: cosa amano fare nel tempo libero?
  • Valori: quali sono le loro convinzioni e i loro ideali?
  • Letture: che tipo di libri leggono abitualmente?

Esercizio 1: identikit dei lettori e delle lettrici ideali

Ci siamo! Con le informazioni raccolte, puoi creare delle rappresentazioni fittizie – ma dettagliate – dei tuoi lettori e delle tue lettrici ideali (quelle che nel marketing si chiamano buyer personas). Ne basteranno 4/5 per lavorare bene, ma se vuoi puoi crearne di più. Puoi anche abbinare a ogni profilo una reference fotografica, ispirandoti a foto di persone reali oppure creando immagini ad hoc con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.

Tieni sempre a disposizione questi identikit: quando scriverai, saranno i destinatari ideali delle tue parole. In tal modo, i semplici dati statistici e demografici si trasformeranno in personaggi realistici.

Ogni “personaggio” deve includere:

  • Nome Fittizio
  • Età
  • Professione
  • Interessi
  • Obiettivi
  • Sfide
  • Canali di informazione preferiti

Esempio: nel caso la tua autobiografia si focalizzasse sul modo in cui hai appreso le tecniche della mindfulness, una lettrice ideale potrebbe essere:

“Ginevra, 35 anni, insegnante di scuola primaria, appassionata di lettura e yoga, cerca ispirazione per superare le sfide quotidiane grazie alla meditazione e a uno stile di vita sano. Ama seguire le sue creator preferite su Instagram”.

Come scrivere un libro autobiografico: il tema portante

Ora che abbiamo un’idea del pubblico al quale rivolgerci, dobbiamo far emergere il tema portante.

Attenzione! Il tema portante non è l’argomento del libro, ma il messaggio di fondo che vuoi trasmettere, quel particolare “quid” che rimane al lettore quando ha finito di leggere la tua autobiografia.

Anche libri che trattano lo stesso argomento, infatti, possono avere un messaggio di fondo molto diverso tra loro.

Esempio: supponiamo che un insegnante di danza moderna di nome Mirko voglia scrivere la sua autobiografia, partendo dal momento in cui ha scoperto la danza da piccolo fino a quando ha brevettato il suo nuovo metodo per insegnarla ad allievi di ogni età. Dato questo argomento di fondo, il tema portante potrebbe focalizzarsi su parole chiave molto diverse: rivalsa, disciplina o innovazione. Vediamo subito le tre diverse direzioni:

  • Tema portante della rivalsa: grazie alla danza, Mirko ha superato le difficoltà e il bullismo subito da bambino, arrivando a diventare un punto di riferimento nel suo settore.
  • Tema portante della disciplina: Mirko racconta la routine rigorosa, i sacrifici, l’allenamento e la dedizione necessari per eccellere come insegnante di danza.
  • Tema portante dell’innovazione: Mirko condivide il processo creativo che lo ha portato a sviluppare un nuovo approccio all’insegnamento, superando le limitazioni dei metodi tradizionali.

Esercizio numero 2: descrivi il tuo tema portante

Rifletti con attenzione sulla tua esperienza di vita, sui dettagli che vuoi raccontare e sul messaggio di fondo che desideri arrivi ai lettori e alle lettrici. Quando ti sentirai pronto/a, scrivi la parola chiave e il tema portante della tua storia.

Esercizio 3: raccogli le fonti

Le fonti avranno il ruolo di arricchire la narrazione, fornendoti dettagli concreti e aiutandoti a evocare i ricordi in maniera più vivida. La storia della tua attività professionale, infatti, si intreccerà inevitabilmente con la tua storia personale.

Ecco il materiale che puoi iniziare a raccogliere:

1. Diari e quaderni di scuola: rileggendo le tue annotazioni, potrai rivivere momenti specifici e catturare l’autenticità della tua infanzia. Quindi, corri a setacciare le soffitte di nonni e genitori!

2. Corrispondenza online e offline: Le lettere, siano esse cartacee o elettroniche, possono aiutarti a riscostruire relazioni, eventi importanti e cambiamenti nella tua vita, offrendoti una prospettiva diretta sulle tue interazioni personali.

3. Fotografie o video: osservare vecchie foto, che magari non riguardavi da anni, può risvegliare ricordi ormai sopiti.

4. Documenti ufficiali: certificati di nascita, diplomi, attestati, contratti di lavoro o altri atti tracciano il tuo percorso personale e professionale.

5. Messaggi vocali: ascoltare la tua voce o quella di altri riporterà alla mente conversazioni e sentimenti del passato, aggiungendo una dimensione sonora alla tua narrazione.

6. Ricordi di familiari e amici: bando alla timidezza! Non farti scrupoli a farti raccontare da parenti o amici stretti la loro versione dei fatti.

7. Social media e blog: se hai utilizzato piattaforme online per condividere momenti della tua vita, i contenuti digitali possono fungere da registro delle tue esperienze e dei tuoi pensieri.

Cosa scrivere in un libro autobiografico?

Per quanto riguarda la stesura del libro nella sua interezza, vediamo le tre strade principali che potresti seguire:

  1. Autobiografia tradizionale: segue una narrazione cronologica, offrendo una panoramica completa della tua esistenza.
  2. Memoir: si concentra su un periodo specifico o su eventi particolarmente significativi, mettendo in luce le emozioni e le riflessioni a essi legate.
  3. Auto-fiction: è la strada giusta se senti l’esigenza di mescolare realtà e finzione, poiché ti consente di intrecciare esperienze personali con elementi romanzati.

Qualunque sia l’approccio scelto, la scrittura autobiografica richiede comunque una selezione accurata delle memorie da includere, trasformando le tue esperienze in una narrazione coinvolgente per i tuoi lettori e le tue lettrici ideali.

Libera la tua creatività: puoi adottare tecniche narrative tipiche del romanzo o persino della poesia, per arricchire il tuo racconto e renderlo più autentico. Oppure puoi optare per una struttura affine a quella di un saggio, per organizzare le tue riflessioni in modo più rigoroso. L’importante è mantenere una voce sincera.

Quando seguo i miei autori e le mie autrici, consiglio sempre di pianificare la propria storia partendo dalla struttura in tre atti teorizzata fin dalla classicità da Aristotele, per poi arrivare in tempi più recenti alle formulazioni di Joseph Campbell (L’eroe dai mille volti), Christopher Vogler (Il Viaggio dell’Eroe) e Dara Marks (L’arco di trasformazione del personaggio).

Se non sai di cosa si tratta, niente paura! Ho schematizzato per te la struttura ideale della tua autobiografia, non ti resta che continuare a leggere.

Schema per scrivere un’autobiografia

Quella che troverai di seguito è una struttura di massima elaborata da me, sulla base degli autori che ho citato sopra. Non è un modello fisso, puoi divertirti a modificarlo a piacimento una volta che avrai preso un po’ di confidenza con i tre atti della storia.

Attenzione: non devi stravolgere la tua storia per farla “entrare” nei paletti della struttura! Devi considerare queste indicazioni come una traccia, un modo efficace per mettere ordine tra le tue memorie e organizzarle in una cornice che sappia coinvolgere i lettori e le lettrici.

Ecco quindi la mia proposta di schema per scrivere un’autobiografia:

ATTO I: INIZIO

Mondo ordinario: la storia inizia nel tuo ambiente quotidiano. Può essere una dimensione positiva, che ti dà sicurezza, o uno spazio che ti crea insoddisfazione.

Chiamata all’avventura: un evento inaspettato interrompe la quotidianità, presentandoti una sfida che ti spinge a lasciare la zona di comfort per abbracciare qualcosa di ignoto.

Resistenza alla chiamata e fatal flaw: ci sono eroi entusiasti di partire per l’avventura ed eroi recalcitranti, ma in ogni caso è bene raccontare di qualche ostacolo che si frappone tra te e l’avventura, in modo che la narrazione risulti avvincente. In questo punto gioca un ruolo fondamentale il fatal flaw, ovvero il “difetto fatale” che ti trattiene dall’evolverti, che ti vuole tenere ancorato a modelli di comportamento ormai stantii.

Superamento della prima soglia: vinte le resistenze iniziali, decidi di raccogliere la sfida.

ATTO II: SVOLGIMENTO

Prove, alleati e nemici: all’inizio della tua avventura, affronti varie traversie che mettono alla prova le tue abilità. Incontri alcune persone che ti supportano ed entri in conflitto con altre. Ricorda: il conflitto è il sale di una storia, ciò che dà sapore a ogni pagina. A nessuno piacciono gli eroi che hanno una vita troppo facile e che sono osannati da tutti.

Avvicinamento alla caverna più profonda: ti prepari ad affrontare la sfida più grande. È un momento introspettivo, nel quale raccogli le forze per superare le tue paure.

Prova centrale: ci troviamo all’apice della tua epopea personale, in cui dimostri il tuo valore e determini il corso della tua avventura. Sei a faccia a faccia con l’ostacolo più grande mai incontrato: il climax raggiunge la vetta più alta.

ATTO III: CONCLUSIONE

Rilascio della tensione: dopo la prova centrale, percepisci un senso di sollievo e di soddisfazione. La narrazione si fa più distesa e rilassata. Ma la calma è solo apparente…

Crisi: questo è l’ultimo momento di difficoltà. Quando tutto sembra volgere al meglio, ecco che un ulteriore ostacolo mette alla prova tutte le conoscenze che hai acquisito durante la prova centrale. Qui si parrà la tua nobilitate, insomma, e dimostrerai come ormai puoi affrontare anche le sfide più difficili.

Ritorno a casa: finalmente ritorni al mondo ordinario, oppure decidi di rimanere nella dimensione straordinaria che hai scoperto durante la tua avventura. L’importante è portare con te la saggezza, l’esperienza e la conoscenza maturate durante il viaggio. Doni che hanno il potenziale di trasformare non solo la tua vita, ma anche quella di coloro che ti circondano.

Esercizio n. 4: Compila lo schema per scrivere la tua autobiografia

Ora che abbiamo fatto luce sugli snodi principali dei tre atti, tocca a te completare lo schema narrativo! Ti lascio sotto tutti i punti da compilare.

ATTO I: INIZIO

Mondo ordinario:

Chiamata all’avventura:

Resistenza alla chiamata e fatal flaw:

Superamento della prima soglia:

ATTO II: SVOLGIMENTO

Prove, alleati e nemici:

Avvicinamento alla caverna più profonda:

Prova centrale:

ATTO III: CONCLUSIONE

Rilascio della tensione:

Crisi:

Ritorno a casa:

Il patto autobiografico

Il patto autobiografico è un concetto introdotto dal critico letterario francese Philippe Lejeune nel suo libro “Le Pacte autobiographique” del 1975: è molto importante che tu ne conosca i principi di massima, visto che il tuo scopo è capire come scrivere un libro autobiografico.

Questo concetto, dunque, si riferisce all’accordo che si stipula tra l’autore e il lettore nel momento in cui ci appresta a leggere un libro di memorie.

L’autore si impegna a raccontare la propria vita in modo veritiero, garantendo l’identità tra autore, narratore e protagonista. Certo, Lejeune riconosce che vari fattori influenzano la precisione del racconto – come ad esempio le lacune della memoria o l’interpretazione soggettiva degli eventi – ma l’importante è impegnarsi per fornire a chi ci legge una narrazione quanto più possibile sincera e autentica.

Per farlo, io consiglio sempre l’ascolto attivo e accogliente dei propri ricordi, cercando per quanto possibile di sospendere il giudizio sia verso noi stessi sia verso gli altri attori coinvolti nella storia.

Come si inizia a scrivere un’autobiografia? L’importanza dell’incipit

Qual è l’elemento più importate per un testo contemporaneo? E perché proprio l’incipit?

Perché i lettori contemporanei hanno una soglia dell’attenzione bassissima!

Ciò non significa che gli altri elementi siano meno importanti, nell’economia della storia. Ma se sbagli l’incipit, nessuno andrà avanti a leggere il tuo testo.

Per questo motivo, ho dedicato due interi articoli proprio a questo argomento. Eccoli:

Esempi di autobiografie

Uno dei segreti per scrivere un’autobiografia curata nei minimi dettagli è documentarsi su questo genere. Non stancarti mai di leggere e sognare tra le pagine di chi ha ispirato i lettori con la sua storia di vita. Ti lascio qualche esempio che ho amato particolarmente, ma sentiti libero o libera di spaziare, selezionando i libri che ti piacciono di più in base ai tuoi gusti.

Con il sari rosa, Sampat Pal: un’autobiografia di una grande donna che, come tutte le appartenenti alla sua casta (una delle più basse dell’India) è destinata a non andare a scuola e diventare una sposa bambina. Sampat è costretta a sposarsi a dodici anni, in un contesto di violenza e sofferenza. Eppure, non solo troverà il modo per studiare, ma riuscirà addirittura a diventare un’attivista e un simbolo di coraggio per tutte le donne del suo Paese.

On writing, Stephen King: un libro che permette sia di documentarsi sulle autobiografie sia di ricevere consigli di scrittura creativa da uno dei più grandi autori viventi. Stephen King non si risparmia, raccontandoci i suoi momenti più bui e dolorosi e dandoci un saggio di cosa sia il mestiere di scrivere.

Stupore e tremori e Nè di Eva e né di Adamo, Amélie Nothomb: due libri che fanno luce sulle tecniche dell’atuto-fiction, perché l’autrice racconta le sue esperienze in Giappone in maniera molto romanzata. Amélie Nothomb ha una voce unica, ironica e dissacrante, che la rende riconoscibile e piacevolissima da leggere.

Infine, tre autrici a cui il mio team e io siamo particolarmente legate perché hanno scelto di affidarsi al percorso Scrivantes:

Il peso dell’H, Francesca Gagliardo: Francesca, oltre a essere la mamma di Giorgia, è anche la sua caregiver, la sua assistente familiare. Giorgia è una ragazza diciannovenne a cui è stata diagnosticata un’encefalopatia malformativa a soli due anni di età. Una storia di vita vera e di un amore altrettanto vero e incondizionato tra una madre e una figlia.

Fenice di cristallo, Alessia Pizzuti: un memoir su come si possa sopravvivere, e soprattutto rinascere, dopo un passato di abusi. Se vuoi saperne di più, ti consiglio di leggere la mia intervista all’autrice: Dalla casa editrice al self: la storia di Alessia Pizzuti.

Stop alla fame emotiva, Francesca Simoni: non solo un manuale per (re)imparare ad amarsi e nutrirsi con consapevolezza, ma anche una storia di vita. L’autrice racconta, infatti, le difficoltà, i momenti bui e le svolte che l’hanno portata a elaborare il suo metodo, basato sul “mangiare intuitivo” che padroneggiamo fin da bambini.

Quanto deve essere lungo un libro autobiografico

Non c’è una lunghezza standard, ma comunque non rimarrei sotto le 100 cartelle editoriali (una cartella corrisponde a 1800 caratteri spazi inclusi), altrimenti più che un’autobiografia sembrerebbe un opuscolo.

Il più delle volte ci si attesta tra le 200 e le 300 cartelle, però niente ti vieta di scrivere molto di più. L’importante è selezionare gli episodi più significativi, che danno valore e senso al procedere della storia: trattandosi della tua vita, tutte le esperienze possono sembrarti rilevanti, ma non è detto che sia sempre così. Un buon editor potrà consigliarti sulle parti da approfondire e quelle da tagliare.

Questioni legali

La stesura di un’autobiografia comporta la menzione di fatti, luoghi e persone reali, il che può esporti a rischi legali. Non voglio spaventarti, ma è fondamentale che tu sia consapevole di tali rischi, se vuoi proteggerti da possibili controversie. Analizziamo le tematiche più scottanti, in maniera molto generica (non sono certo un avvocato), giusto per avere una primissima idea di quali situazioni potrebbero rivelarsi pericolose.

  • Diffamazione: si verifica quando vengono divulgate informazioni che ledono la reputazione di una persona. Anche se i fatti narrati sono veri, la loro presentazione in modo offensivo o denigratorio può comportare responsabilità legali.
  • Violazione della privacy: rivelare informazioni sensibili o imbarazzanti (come tradimenti o problemi personali in generale) può portare a denunce per violazione della privacy.
  • Uso di nomi e luoghi reali: anche dati che sembrano neutri possono creare fastidi, se associati a eventi controversi o descrizioni negative.
  • Diritto all’oblio: è il diritto di richiedere la rimozione di informazioni personali obsolete o non più rilevanti.

Come tutelarti? Puoi chiedere un consenso scritto delle persone citate, oppure renderle anonime cambiandone i nomi e ogni dettaglio riconducibile a loro. La decisione migliore, comunque, è quella di consultare uno studio legale specializzato in diritto d’autore prima della stesura dell’autobiografia. Io e le colleghe del percorso Scrivantes ci affidiamo da anni a Tutela Scrittori, ti lascio il link al sito per ogni approfondimento: www.tutelascrittori.it

Chi contattare per scrivere un libro?

Se desideri farti scrivere il libro da una figura professionale esterna, quello che fa per te è un/una ghostwriter. Si tratta di un/una professionista che scrive la tua storia basandosi sulle tue parole e sulla tua voce, rimanendo sempre dietro le quinte, infatti il suo nome non comparirà in copertina (a meno che tu non decida di accreditarlo come co-autore o co-autrice del testo, ma è raro che ciò avvenga).

Attenzione: questa figura scriverà la prima bozza della tua storia, ma poi bisognerà contattare altri professionisti che effettuino l’editing, la correzione di bozze e la parte grafica. Oppure puoi decidere di commissionare il lavoro a un team editoriale, che comprende già tutte le figure che ti servono, come quello del percorso Scrivantes.

Quanto costa scrivere un libro autobiografico?

Dipende: vuoi scriverlo da solo/a e poi farlo correggere? Oppure ti serve un supporto nell’ideazione e nella struttura? O ancora, vuoi farlo scrivere da un/una ghostwriter? In ogni caso, dipende dalla lunghezza e dalla complessità dell’argomento.

Se vuoi commissionare in toto la scrittura, si parte dai 4000 euro in su per il pacchetto completo, ma per avere un’idea più precisa dei costi del ghostwriting ti consiglio di leggere l’articolo Quanto costa farsi scrivere un libro nel 2025?

Se invece vuoi occuparti tu della prima stesura, ti consiglio di sottoporre il testo a una scheda di valutazione editoriale per avere una prima idea degli interventi da effettuare e, di conseguenza, dei relativi costi.

In ogni caso, non esitare a contattarmi per avere ulteriori informazioni su come scrivere un libro autobiografico!

Lascia un commento

Al momento stai visualizzando Come scrivere un libro autobiografico: guida per professionisti/e