Writer's block: no panic! Here's how to get rid of it

Tattiche e segreti per far esplodere la creatività

Oggi progetteremo una dettagliata strategia per affrontare, superare e prevenire un terribile ostacolo per ogni autore o autrice: il blocco dello scrittore.

In molti possono imbattersi in questa difficoltà, ma con la giusta dose di perseveranza si possono trovare parecchie soluzioni. In questo articolo, vedremo cosa significa “blocco dello scrittore”, quali sono le sue cause e, above all, quali sono le tattiche più efficaci per superarlo. Troverai molti suggerimenti, compresa un’opzione parecchio controversa… leggere per credere!

Quindi, no panic: accomodati sulla tua poltrona preferita, have a cup of coffee or tea (a chamomile for the more agitated) and prepare to defeat writer's block once and for all.

Cosa vuol dire “blocco dello scrittore”?

Il blocco dello scrittore è quella condizione psicologica per cui un autore o un’autrice ha difficoltà a scrivere e a produrre nuove idee, persino quando sente la necessità e l’urgenza di farlo.

Si tratta di uno dei problemi più comuni nella scrittura creativa, e può colpire sia professionisti sia aspiranti scrittori e scrittrici.

Questo stato di “paralisi inventiva” può manifestarsi in diverse fasi del processo di scrittura. Può essere una difficoltà nell’iniziare una storia, oppure un arresto legato alla prosecuzione o alla conclusione di un’opera già iniziata.

Writer's block: cause

Ma cosa accade quando uno scrittore o una scrittrice non riesce a scrivere? Quali meccanismi sono alla base di questo stop? Proviamo ad analizzare i più comuni.

  • Ansia e stress: possono essere causati dalla pressione data dal poco tempo a disposizione per scrivere, dal timore di non riuscire a sfruttarlo al massimo. Subentrano, poi, le aspettative degli altri: «Cosa dirà il mio compagno/la mia compagna/mia mamma/mio papà se mi vede tutti i giorni dedicare del tempo al mio libro, e dopo un mese ho prodotto solo tre pagine?».
  • Paura del giudizio degli altri: questo punto è collegato al precedente. La paura di essere giudicati o criticati per il proprio lavoro è tipica della nostra epoca, l’era dei commenti sui social, delle stellette su Amazon, dei leoni da tastiera.
  • Distrazioni e interruzioni: a proposito di tastiere, i dispositivi che ci accompagnano in ogni momento della giornata possono fornirci continui alibi a procrastinare la scrittura.
  • Storia arrivata a un vicolo cieco: abbiamo iniziato un romanzo o un racconto alla grande, con un’idea spettacolare e personaggi che ci sembra di conoscere da una vita, ma a un certo punto non abbiamo più lo stimolo a proseguire. Come mai? Non lo sappiamo nemmeno noi.
  • Mancanza di idee: abbiamo voglia di scrivere, ma ci sembra di non avere mai l’idea giusta da trasformare in una storia appetibile per il pubblico.
  • Perfezionismo eccessivo: continuiamo a bloccarci perché nessuna idea, frase o descrizione ci sembra perfetta.
  • Mancanza di routine: l’assenza di un momento specifico dedicato alla scrittura può impedirci di entrare in uno stato di concentrazione, di creare un ambiente favorevole alla scrittura.

Writer's block: come superarlo

Adesso che conosciamo le cause, è ora di rispondere alle domande che ci interessano: «Cosa fare se si ha il blocco dello scrittore? Come sbloccare la scrittura?». Analizziamo una serie di soluzioni per ogni fattore scatenante.

  • Ansia e stress: per prima cosa, cerchiamo di vedere la scrittura non come un obbligo, ma come un piacere. Pensiamo alla genuina passione che ci spinge a scrivere la nostra storia, più che al fatto che “dobbiamo” trovare il tempo per farlo. Non tutte le sessioni, inoltre, devono essere improntate sullo scrivere un tot di parole. Magari si possono alternare fasi diverse: in una buttiamo giù le idee come ci vengono in mente (senza consequenzialità cronologica e senza giudizio), in un’altra le riordiniamo, in un’altra ancora scriviamo una scena specifica e così via.
  • Paura del giudizio degli altri: proviamo a concentrarci sul processo creativo, anziché sull’opinione di chi è interessato solo a criticare e affossare la nostra motivazione. Può essere anche utile cercare il supporto di altri scrittori o di professionisti editoriali in grado di fornirci un feedback costruttivo.
  • Distrazioni e interruzioni: quando si scrive, si scrive. Non si guardano le notifiche, non ci si lascia distrarre dai gattini coccolosi su Facebook (per quanto siano adorabili i gattini coccolosi). Niente scuse: il cellulare deve essere bandito durante le sessioni di scrittura! Avvisiamo anche la nostra famiglia, appendiamo un cartello “Non disturbare” sulla parete davanti al PC. Tutti devono imparare a rispettare la nostra passione.
  • Storia arrivata a un vicolo cieco: qui bisogna capire la motivazione. Perché non riusciamo più ad andare avanti? Ci siamo disamorati della trama o dei personaggi? Non sappiamo più come far uscire il protagonista da una situazione difficile? Abbiamo perso la motivazione perché ci sembra di procedere troppo lentamente, senza fare progressi? Ancora una volta, il confronto con scrittori e professionisti editoriali può essere un toccasana.
  • Mancanza di idee: possiamo esplorare nuove fonti di ispirazione: books, fumetti, film, telefilm, mostre d’arte. Spingiamoci in territori sconosciuti, per scoprire nuovi generi e nuovi autori, anche di culture lontane dalla nostra. Osserviamo le persone che ci circondano, appuntiamo i dialoghi che sentiamo. Possiamo ispirarci a fatti di cronaca, leggende metropolitane, folklore. Per avere un esempio concreto, nell’articolo How to write a compelling fantasy book: eight tips ho spiegato come Francesco Dimitri abbia utilizzato l’antico folklore latino nel romanzo La ragazza dei miei sogni.
  • Perfezionismo eccessivo: prima di pensare alla perfezionedeve esserci qualcosa da perfezionare. Se continuiamo a riflettere su ogni singola parola da scrivere, non inizieremo mai il nostro libro. Procediamo per step: cominciamo dalla raccolta delle idee, dalla documentazione e dalla prima stesura. Questa fase è la più istintiva e creativa. Poi ci saranno la rilettura, la seconda (e magari terza e quarta) stesura, la revisione, l’editing, la correzioneecco, questo è il momento di essere perfezionisti.
  • Mancanza di routine: per creare abitudini favorevoli alla scrittura, possiamo pianificare un orario fisso per le nostre sessioni. Furthermore, può essere utile organizzare un ambiente di lavoro confortevole, utilizzando una scrivania comoda, una sedia ergonomica o una lampada per la lettura. Non occorre avere tanto spazio, va bene anche un angolinopurché sia funzionale alle nostre esigenze!

Consigli per prevenire il blocco dello scrittore

I consigli elencati sopra sono utili a chi si è già scontrato con il problema del blocco, ma è importante anche capire come prevenirlo. Perché il pericolo è sempre in agguato e noi dobbiamo farci trovare pronti a contrastarlo! Ecco, dunque, qualche suggerimento per rimanere sempre creativi e motivati.

  1. Scrivi con costanza. Non solo le attività sportive, ma anche quelle mentali hanno bisogno di allenamento, se vogliamo che le nostre prestazioni siano sempre al top. Cerca di scrivere ogni giorno, anche solo per pochi minuti. In questo modo, sarà molto più facile entrare nello stato di flusso creativo che ti permetterà di terminare il tuo libro.
  2. Imposta un orario preciso per la scrittura. Mattina, pomeriggio o sera, decidi tu in base alle tue esigenze. Io, ad esempio, sono una di quelle persone insopportabili che cominciano a blaterare la mattina appena sveglie, senza nemmeno aver preso il caffè. In compenso, alle 21.00 mi si chiudono gli occhi. Va da sé che il mio momento prediletto per scrivere è la mattina presto. Altri, invece, preferiscono la quiete della sera. Non importa quando tu decida di farloma fallo! Se trovi una finestra temporale fissa, la scrittura diventerà un’abitudine e sarai più propenso o propensa a scrivere regolarmente.
  3. Circondati di oggetti che ti diano la giusta carica. Uno scialle morbido da metterti sulle spalle, un soprammobile che ti faccia pensare a un luogo del tuo romanzo, una tazza fumante con la tua tisana preferitapiccole coccole in grado di darti quella spinta in più che cercavi!
  4. Leggi, leggi, leggi. E poi, quando hai finito di leggere, leggi ancora. Leggere ti aiuta a padroneggiare il mestiere, ti fornisce ispirazione, idee, suggerimenti di stile. Divertiti a scoprire testi diversi: books, fumetti, articoli, raccolte di poesie e racconti, in modo da avere una vasta gamma di fonti a cui fare riferimento.
  5. Esci, esplora, vivi: non occorre andare dall’altra parte del mondo, anche una breve passeggiata all’aria aperta può aiutare a stimolare la creatività e a rinfrescare le idee. Prova a camminare in un parco o in un luogo tranquillo, magari ascoltando una playlist che ti ricorda l’atmosfera del tuo romanzo.
  6. Non aspettarti la perfezione: non cercare di scrivere il capolavoro della vita al primo colpo. Scrivere è un processo di continua revisione, non temere di sbagliare: c’è sempre tempo per migliorare. L’importante è iniziare.

Un consiglio in più: per imparare a organizzare al meglio la tua giornata, ti suggerisco di leggere l’ottimo manuale di Eva Fairwald How to find time to write, pensato proprio per le esigenze degli scrittori e delle scrittrici!

Superare il blocco dello scrittore con… le AI?

Veniamo al suggerimento più controverso: usare i LLM (Large Language Models) per generare idee utili alle nostre storie.

So che queste tecnologie sono spesso invise a scrittori e scrittrici, e ammetto di essere anch’io molto critica nei confronti del loro uso indiscriminato. Il mercato rischia di essere sommerso da prodotti tutti uguali, elaborati da software che possono solo imitare le emozioni umane, ma non provarle realmente. Tutto a scapito dell’autenticità e dell’arte.

È anche vero, But, che l’approccio migliore per chi scrive è usare le AI e non farsi usare da loro. Con questa mentalità, possono diventare strumenti utili per trovare spunti e avviare un proficuo brainstorming.

Un esempio concreto

Per capire meglio, ipotizziamo di avere in mente una storia che unisca molti elementi che ci appassionano, ma che non sappiamo come sviluppare. Per esempio, a me piacciono le storie di fantasmi, il Giappone e il Foro Romano. Ho in mente una trama che li riunisce tutti, ho anche scritto un incipit accattivante, ma poi mi sono bloccata. Non so più come proseguire! Proviamo a vedere se ChatGPT può darmi una mano. Ecco il mio prompt:

“Ho scritto una storia e non so come continuarla, la trama è: al Foro Romano sta avvenendo una serie di fenomeni inspiegabili, come se ci fosse un fantasma. Una sacerdotessa giapponese scopre che la responsabile è una ragazza fantasma appassionata di manga che ha come rimpianto quello di non essere mai andata in Giappone. Come posso concludere la vicenda?”.

Ed ecco la risposta dell’AI:

“Ci sono diverse possibilità per concludere la vicenda, a seconda del tono che vuoi dare alla tua storia e dei messaggi che vuoi trasmettere ai lettori. Ecco alcune idee che potresti considerare:

  • La sacerdotessa giapponese potrebbe fare un rituale per liberare lo spirito della ragazza fantasma e permetterle di raggiungere il Giappone. Potresti descrivere il rituale in dettaglio, creando un’atmosfera di mistero e spiritualità. Alla fine, la ragazza fantasma potrebbe finalmente sentirsi libera di andare dove desiderava, lasciando il Foro Romano in pace.
  • Potresti scegliere di far rimanere la ragazza fantasma al Foro Romano, ma in un modo che non sia più disturbante per i turisti e i locali. Ad esempio, la sacerdotessa giapponese potrebbe aiutare la ragazza fantasma a trovare un modo per comunicare la sua passione per il Giappone agli altri, magari attraverso una mostra d’arte o un evento culturale. In questo modo, la ragazza fantasma potrebbe diventare una sorta di icona del Foro Romano, ispirando altre persone ad esplorare il mondo e realizzare i loro sogni.
  • Potresti decidere di dare alla tua storia un finale più tragico. Ad esempio, la sacerdotessa giapponese potrebbe scoprire che la ragazza fantasma è bloccata nel Foro Romano perché c’è qualcosa che la trattiene lì, come una maledizione o un trauma passato. Potresti creare una scena emozionante in cui la sacerdotessa giapponese aiuta la ragazza fantasma a superare questo ostacolo, ma alla fine la ragazza fantasma potrebbe decidere di restare al Foro Romano come custode della sua storia e della sua cultura”.

Che ne dici, qualcuna di queste idee può essere buona? A parte l’ultima, che è molto fumosa, le prime due non sono poi male (soprattutto la seconda, a parer mio!).

Se vuoi approfondire l’uso dei LLM nella scrittura, ti consiglio di leggere anche l’articolo Artificial intelligence for text writing: it will steal our jobs?

Lascia che la fantasia prenda il volo

Come abbiamo visto, hai moltissimi strumenti a disposizione per superare il temibile blocco creativo! La scrittura è come una giostra da luna park, dove ci sono alti e bassi, passaggi che ci fanno temere di deragliare e svolte insidiosema è anche un percorso che ci consente di emozionarci, abbandonandoci a curve adrenaliniche e discese mozzafiato.

Se ti trovi in difficoltà, prenditi una pausa, fai una passeggiata, leggi un libro o ascolta una musica che ti faccia rivivere le atmosfere della tua storia. Ma non abbandonare la scrittura, perché i tuoi personaggi sono impazienti di prendere vita!

Se proprio non riesci ad andare avanti, puoi fare un bel piano di battaglia ispirato alle informazioni che hai trovato in questo articolo. Puoi scriverlo sul tuo diario (magari aggiungendo qualche spunto personale), rigorosamente a mano: la stesura su carta è un processo psico-fisico che fissa le idee in modo concreto e ci rende più motivati.

E soprattutto, non dimenticare di divertirti! La scrittura è un’arte creativa, quindi lascia che la fantasia prenda il volo e scrivi con passione. Alla fine, il risultato sarà sempre una grande soddisfazione personale. Buon lavoro! E se hai bisogno di un aiuto con la tua trama, non esitare a scrivermi!

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