When a character rebels against its author (humorous tale)

Premessa: quando ho cominciato a pensare a questo sito, I set out to write only informative and professional texts, che potessero essere un aiuto pratico per gli autori.

Then, But, Something must have gone wrong, perché in mezzo agli articoli più informativi si è inserito questo raccontino umoristico. Ha insistito così tanto (povera stella), che non ho potuto fare a meno di trovargli un angolino tutto per lui. Quindi, eccolo qui.

When a character rebels against its author

Il vampiro innamorato si appoggiò alla balaustra del suo sontuoso castello, riflettendo mentre il vento gli scompigliava il ciuffo ribelle. Come aveva fatto un nobile della sua caratura a innamorarsi di una semplice mortale?

Posai la penna e rilessi l’incipit.

Sospirai. Possibile che mi fossi ridotta a scrivere quel genere di commercialate? Dallo sconforto lasciai cadere la testa sopra il block-notes.

Stunk! Fece la mia fronte.

«Ahia…» mormorai, massaggiandomi la parte dolorante. Per qualche secondo divenne tutto nero e piccoli quadratini luminosi occuparono la mia visuale.

Poi la vista si rischiarì.

E sobbalzai sulla poltrona.

Sulla sedia di fronte a me, si era improvvisamente materializzato uno sconosciuto!

«Tu chi sei? Un amico di Mara? Non ti ho sentito entrare!» Esclamai, allarmata.

«Ma figurarsi. Non potrei mai essere un amico di quella plebea della tua coinquilina. Guardami bene, dovresti conoscermi» rispose lui.

Lo fissai. Quel ciuffo fonato, la carnagione bianchissima, gli abiti di seta…

«Ma tu sei uguale al mio personaggio… il vampiro innamorato Graymoon

«Sì, sono proprio io» confermò, come se fosse la cosa più naturale del mondo.

«Ma come hai fatto… cioè, non dovresti esistere nella realtà».

Lui si limitò a indicare il block-notes. Guardai: sotto al mio incipit, c’era scritta una frase in un elegante corsivo svolazzante:

Il vampiro innamorato Graymoon decise di uscire dal romanzo e fare due chiacchiere con la sua autrice.

«Questa, poi!» esclamai. «Sei riuscito ad approfittare di un mio momento di distrazione per scriverti un pezzo di storia! E sentiamo, di cosa vorresti parlarmi

«Del fatto che non voglio più continuare a comportarmi come un idiota».

«Prego

«Oh, lo sai benissimo anche tu. Tutte queste storie dei vampiri innamorati eccetera. Nemmeno a te piace scriverle».

«Sì, ma l’editore mi paga per questo. Non sono mica miliardaria come te, eh. L’etica finisce dove iniziano le bollette».

Lui incrociò le braccia e mi gettò uno sguardo sprezzante:

«Dovrai trovare un altro modo per pagare le tue bollette. Io non voglio più fare la figura dello stupido! Mi hai fatto innamorare di una verginella svampita che invece di denunciarmi per stalking non vede l’ora di essere legata al letto. Sono ricco, bello e potente: con tutte le donne che potrei avere, proprio per quella sciacquetta dovevo perdere la testa

Mi massaggiai le tempie, scoraggiata. Cosa potevo rispondergli?

«Come ti ho già detto, io scrivo quello che mi chiede l’editore. Mi dispiace, ma non posso modificare la storia, il primo romanzo ha venduto bene e dal secondo le lettrici si aspettano…»

Mi interruppe con un ghigno sadico: «Ah, è così? Molto bene. Allora non rientrerò più nel libro. L’editore non sarà comunque contento e tu dovrai accollarti le mie spese di vitto e alloggio».

Lo squadrai con attenzione. Sapevo che stava dicendo sul serio, l’avevo creato io! Era una vera seccatura. Cosa avrei dovuto fare? Non potevo certo far entrare nella mia vita uno psicopatico del genere.

«E va bene, nel secondo romanzo ti farò rinsavire. La mollerai e lei troverà un ragazzetto più adatto al suo quoziente intellettivo. Contento

«Sì!» Annuì, soddisfatto.

Be’, era stato facile.

Finalmente mi rilassai. Un gran sonno si impadronì di me, mi abbandonai sulla poltrona e chiusi gli occhi…

«Francesca… svegliati!» Disse una voce familiare, qualche minuto dopo.

«Mara, sei proprio tu!» Strillai, tutta contenta, vedendo la mia coinquilina. La vita aveva ripreso il binario giusto. «Allora era solo un sogno

«Sogno? Cosa stai… oh, ma guarda…» osservò lei, posando lo sguardo sul block-notes «…che strana grafia! Sembra uscita da un romanzo ottocentesco!».

Seguii il suo sguardo, mentre un rivoletto di sudore mi colava sulla fronte.

L’ultima frase del mio taccuino non era stata scritta da me.

Recitava:

Il vampiro innamorato Graymoon tornò nel romanzo, sicuro che la sua autrice avrebbe mantenuto la promessa. Altrimenti, sarebbero stati guai.

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